L.A. LOS ANGELES

Los Angeles non è la tipica città del mio immaginario: è una contea che si estende dal centro di Downton, comprende la zona di Hollywood e Beverly Hill per estendersi fino al mare raggiungibile anche in metropolitana. Dowtown viene sempre trascurata dai turisti, infatti ne abbiamo incontrati veramente pochi. Forse perchè è considerata pericolosa? Non so, la cosa che però ancora una volta mi ha colpito in città è il numero degli homeless che batte perfino San Francisco se può essere possibile. Qui c’è un problema, ma grosso! Abbiamo deciso di dedicare il primo giorno alla visita del centro che credevo di aver pianificato nei minimi dettagli. Peccato che il primo lunedì di Settembre negli Stati Uniti sia il Labor Day (che non si festeggia il 1° maggio come negli altri paesi), quindi c’è una chiusura generale (es. BRADBURY BUILDING e BROAD MUSEUM..gggrrrrrr). Abbiamo visto l’esterno della WALT DISNEY CONCERT HALL, teatro di Los Angeles. Progettato da Frank Gehry è la fotocopia esatta del Guggenheim Museum di Bilbao anche se qui è meno maestoso forse per la mancanza della piazza circostante.

walt disney concert hall
WALT DISNEY CONCERT HALL

Abbiamo alloggiato prenotando tramite Booking al motel CASA BELLA INN DOWNTOWN LA abbastanza comodo al centro e nella zona “messicana”. Pagato $ 216,60 in 3 per 2 notti, compreso parcheggio e colazione. Accogliente e con un piccolo patio in giardino dove si può cenare (portandosela da fuori..), fare colazione o semplicemente rilassarsi. Anche la camera era  luminosa, pulita e accogliente.

Il giorno successivo l’abbiamo invece dedicato alla visita più usuale: Beverly Hills, Rodeo Drive, Hollywood, Griffith Observatory Beverly Hills e Rodeo Drive non mi hanno particolarmente imprssionato e Hollywood mi ha un po’ deluso. La Walk of Fame me l’aspettavo più originale invece è semplicemente un marciapiede con delle stelle applicate in metallo dedicato ai vari attori e attrici. Le famose impronte di mani e piedi di tanti attori (che desta sempre una certa curiosità) si trovano all’uscita del teatro cinese Grauman di Hollywood ove, per errore, il 18 maggio del 1927 una tal Norma Talmadge, velina dell’epoca, mise sbadatamente i piedi nel cemento fresco lasciando una sensualissima orma e da lì è partita la tradizione. Una via con locali e negozi studiata per i turisti.

palme a los angeles

Il Griffith Observatory invece è un museo scientifico con planetario posizionato su una collina panoramica dalla quale si può ammirare tutta Los Angeles. L’entrata è gratuita, ma attenzione che si rifanno con il parcheggio. Dal Griffith Observatory di vede in lontananza anche l’Hollywood Sign e abbiamo deciso di raggiungerlo per non farci mancare la famosa foto. Per raggiungerlo abbiamo dovuto fare una “passeggiata” di circa 1,8 miglia (quasi 3 km – sembrano 15) sotto il sole cocente: è stata veramente dura. Sembrava dovessimo arrivare da un momento all’altro ma continuava ad allontanarsi. Anche se era mattina il caldo micidiale ci ha fatto veramente sudare. Abbiamo finito la nostra acqua quasi subito (come ci è capitato sempre durante tutto il viaggio) ma per fortuna lungo il sentiero avevano attrezzato delle botti d’acqua che ci hanno dato un vero sollievo (fila di turisti che si dissetavano). Finalmente ci siamo potuti fare il selfie di rito e via di ritorno. Abbiamo studiato per 2 giorni e chiesto come raggiungre il cartello Hollywood in macchina ma non c’è stato verso. C’è qualcuno che lo sa…?

Gli abitanti di Los Angeles non sanno niente…sono gentili e disponibili ma qualsiasi informazione abbiamo chiesto non hanno mai saputo risponderci. Mistero. Se mai tornerò a Los Angeles mi dedicherò di più a Downtown, molto più interessante e reale.

Quante palme incorniciano la città? MERAVIGLIOSE

COSA NON MI ASPETTAVO: Non mi aspettavo che ci fosse “UNA FESTA DEL LAVORO” alternativa al 1° maggio.